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La Repubblica - Cronaca di Milano - 1 luglio 2016
Articolo su inchieste delle Procure Lombarde in tema di obblighi di formazione dei lavoratori

Certificati contraffatti, corsi mal eseguiti, operai in cantiere con in tasca documenti falsi. Le violazioni dell'accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di sicurezza sempre più spesso finiscono in Procura.

Sono undici i fascicoli penali aperti fra Milano e altre Procure lombarde su segnalazioni partite dall'ATS milanese (ex ASL) per il mancato rispetto della Legge 81 del 2008, di fatto applicata dal 2012. La norma prevede per le aziende l'obbligo di garantire e pagare ai dipendenti corsi sulle dotazioni e le procedure di sicurezza.

"La mancata formazione è una delle principali cause degli incidenti sul lavoro", dice Marco Morone, tecnico dell'ATS che si occupa di eseguire i controlli. Le irregolarità rilevate dagli ispettori sanitari, affiancati dalla Polizia locale e coordinati dalla Procura di Milano, sono i più vari.

Le segnalazioni, sempre più numerose, a Milano transitano dal dipartimento Salute della Procura, guidato dall'aggiunto Nunzia Gatto, e in parte dal dipartimento Reati contro il patrimonio, coordinato da Riccardo Targetti. Altri fascicoli, nati da segnalazioni dell'ATS milanese, sono aperti dalle Procure di Sondrio, Brescia e Busto Arsizio.

La legge prevede che, in base al livello di rischio, i lavoratori debbano seguire corsi di durata compresa fra le 8 ore (per gli uffici) e le 16 ore (nell'edilizia). Ogni cinque anni è obbligatorio per le aziende garantire aggiornamenti del corso base. L'ente chiamato a verificare i requisiti delle società che offrono i corsi è la Regione.

"Quello che seqnalano le Procure e gli ispettori sanitari è vero ed evidente. Negli ultimi anni assistiamo al proliferare di corsi online al di fuori di ogni regola, e anche di vere e proprie truffe", dice Mariarosaria Spagnuolo, Responsabile per la Sicurezza sul lavoro di Assolombarda Confindustra Milano Monza e Brianza.

Susanna Cantoni, direttore del dipartimento prevenzione dell'ATS milanese, lancia un appello alle imprese perché "valutino come spendono le proprie risorse, controllando i requisiti delle società a cui affidano compiti delicati come la formazione per la sicurezza".

Oltre all'eventuale denuncia penale - solitamente con le ipotesi di reato di falso e truffa - per le società sorprese a fare lavorare personale privo di certificati autentici scattano anche sanzioni pecuniarie.

Fonte: La Repubblica
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- nota di Norberto Canciani, vice presidente CIIP